Musica – 2012

Questa la mia classifica:

1. The Swans – The Seer

2. Kendrick Lamar – good kid, m.A.A.d city

3. Japandroids – Celebration Rock

4. Death Grips – The Money Store

5. Converge – All We Love We Leave Behind

6. Cloud Nothings – Attack on Memory

7. Deftones – Koi No Yokan

8. A Place to Bury Strangers – Worship 

9. Sharon Van Etten – Tramp

10. Spiritualized – Sweet Heart, Sweet Light 

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Analisi Comparativa tra Italia Futura e Fermiamo il Declino e il Bias dei Grandi Quotidiani

Un sondaggio pubblicato oggi sul Corriere assegna al movimento Fermiamo il Declino il 2,5%  mentre ad Italia Futura il 1.7%. Questi due movimenti hanno molti tratti in comune essendo entrambe forze politiche nuove, nate dalla società civile che condividono alcune politiche ma presentano anche differenze sostanziali che infatti hanno portato alla rottura di una possibile alleanza tra i due movimenti, si veda qui.

E’ interessante osservare come l’attenzione nazionale verso questi due movimenti si sia evoluta nel tempo. Chiaramente misurare un concetto così astratto comporta delle difficoltà. Una proxy possibile può essere il volume di ricerca generato tramite Google cercando su internet il nome dei due movimenti politici. Sicuramente questo indice è tutto fuorché perfetto ma può comunque essere considerato una misura interessante per capire il volume di interesse degli Italiani verso le proposte politiche di FilD e IF.

Questo è il grafico ottenuto con Google Trends per il volume di ricerca generato digitando “Italia Futura” e “Fermiamo il Declino” negli ultimi 90 giorni.  (1)

Fermiamo il Declino Italia Futura

 

Qui il link alla versione dinamica.  Com’è possibile notare il volume di ricerca generato da Fermiamo il Declino è superiore rispetto a quello di Italia Futura. Questo risultato è dunque consistente con il sondaggio del corriere che assegna il 2,5% a FilD e l’1.7% a IF. Il picco per Italia Futura è avvenuto intorno al 17 Novembre, giorno dell’incontro che ha sancito la nascita di “Verso la Terza Repubblica” di Italia Futura mentre per Fermiamo il Declino il picco è avvenuto il 9 Dicembre, ovvero il giorno dopo l’ufficializzazione della candidatura di Oscar Giannino.  Notare inoltre come i due indici sembrano abbastanza correlati nel tempo, specialmente nelle ultime settimane.

Altro dato interessante è la scomposizione geografica delle ricerche generate da questi due movimenti. Google Trends permette di disaggregare i volumi di ricerca per alcune città italiane. Queste sono le mappe ottenute

 

Interesse Nazionale - Fermare il Declino

Interesse Regionale – Fermare il Declino

Interesse Regionale - Italia Futura

Interesse Regionale – Italia Futura

Notare come la maggior parte dell’interesse per FilD sia fortemente concentrata al Nord, in particolare al Nord Est. Lo stesso non si può dire per IF che invece sembra avere maggiori fonti di interesse rispetto a FilD nel centro sud (Roma-Napoli).

La domanda a questo punto è la seguente: la copertura nazionale nei nostri quotidiani rispecchia le tendenze documentate qui sopra? Una possibile risposta a questa domanda la si può ottenere andando a guardare i risultati ottenuti digitando “Fermare il Declino Giannino” e “Italia Futura Montezemolo” (2) su Google e filtrando i risultati per il periodo 01/08/2012   – Presente –  delimitando ciascun risultato per i maggiori quotidiani italiani secondo Wikipedia.

Questo metodo è da preferire rispetto ad una ricerca che invece si basa sui motori di ricerca interni di ciascun quotidiano (che spesso è diverso da giornale a giornale) perchè garantisce anche una comparazione dei risultati tra giornali, ovvero, si può notare se ad esempio Repubblica dà più spazio a Fermare il Declino rispetto al Corriere.

Anche qui, questa metodologia è tutt’altro che perfetta e soggetta ad una varietà di critiche ma tuttavia in grado di caratterizzare un quadro generale relativamente interessante.

La tabella qui sotto riporta i risultati dell’analisi.

Italia Futura Fermare il Declino

 

Il quadro che emerge è piuttosto evidente. La stragrande maggioranza dei quotidiani assegna molto più spazio a Italia Futura rispetto a Fermare il Declino in controtendenza con i risultati di interesse nazionale mostrati prima e confermati dai recenti sondaggi. Interessante notare come gli unici due quotidiani che hanno una ratio maggiore di 1 (ovvero, maggiore spazio a FilD rispetto a IF) siano due giornali online come il Post e Linkiesta.

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(1) Purtroppo non sono riuscito ad inserire i grafici di Google Trends in versione dinamica. Per ogni grafico rimando comunque al link con versione dinamica.

(2) L’aggiunta del leader del movimento politico serve a minimizzare la possibilità di ottenere pagine non collegate ai due movimenti.

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Numeri, Dati e Considerazioni su Strage di Newtown e Armi negli Stati Uniti

Penso sia interessante collezionare in questo post alcuni dati legati alla strage di Newtown e più generale sul problema delle armi negli Stati Uniti che L.B sintetizza bene in alcuni dei suoi aspetti in questo post

1. Brownells, azienda leader nella vendita di armi da fuoco (ecco il “catalogo“), ha recentemente dichiarato di aver venduto in Colorado una quantità di munizioni per il fucile d’assalto A-15 – quello della strage di Newtown – che solitamente vende in in 3 anni e mezzoUna impennata nelle vendite che probabilmente può essere spiegata dal fatto che il congresso statunitense a gennaio voterà per una legge che limiterà seriamente le vendite di fucili d’assalto come l’AR 15

2. Grafico (HT a Owen Zidar)  che sintetizza bene il “paradosso”  delle Armi da fuoco negli Stati Uniti

pascal

3. Le morti per arma da fuoco, secondo @GunDeaths, post strage Newtown sono stimate a 228, di cui 5 sono bambini.  Questa è la mappa:

mappa

Qui la versione dinamica

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Quanto credi veramente in Dio? Apocalisse, Religione ed Economia.

In un paper dal titolo, “The Economics of Faith: Using an Apocalyptic Prophecy to Elicit Religious Beliefs in the Field“, quattro economisti hanno deciso di realizzare l’impossible: misurare il livello di credenze religiose delle persone.

Come? Il paper applica un esperimento semplice ma estremamente interessante. A quanto pare esiste un conduttore di show radiofonici religiosi, Harold Camping, che era solito sostenere che la fine del mondo sarebbe avvenuta il 21 Maggio 2011 attraverso i suoi programmi per il network “Family Radio”. In questa fine del mondo, le anime “virtuose” sarebbero salite in paradiso il 21 Maggio mentre tutti gli altri avrebbero continuato a vivere un “inferno terrestre” per altri cinque mesi al che l’universo sarebbe stato completamente distrutto.

L’esperimento analizza le preferenze temporali dei sostenitori e seguaci di Family Radio e Harold Camping. L’idea è semplice: per questi seguaci i soldi non avranno alcun valore una volta superato il 21 Maggio dato che saranno in paradiso se sufficientemente “virtuosi” oppure si ritroveranno a soffrire le pene dell’inferno in terra. Questo tipo di comportamento è facilmente tradotto in un modello economico, basta modellare il “discount rate” degli agenti ovvero come gli agenti scontano il consumo (in questo caso il consumo dei soldi) pre/post profezia.

I risultati del paper sono, almeno per il sottoscritto, sorprendenti. L’analisi si basa sulle differenze di comportamento tra i componenti di Family Radio con quelli della Seventh Day Adventist Church (SDA) i quali sono teologicamente simili ai membri di Family radio ma si differenziano per il fatto che, a differenza di quest’ultimi, non credono alla profezia del 21 maggio. Secondo il paper, la vasta maggioranza dei componenti di Family Radio hanno credenze estremamente radicate che li portano a preferire 5 dollari oggi piuttosto che somme estremamente maggiori (fino a 500 dollari) nel futuro post 21 Maggio!


Come spiegare questo tipo di comportamento? Secondo gli autori, un’analisi razionale di questo risultato non può che partire da Pascal che già nel 1668 scriveva che credere in Dio non comportava rischi  perchè se Dio esiste allora si ottiene la salvezza eterna mentre se non dovesse esistere comunque si è vissuta una vita lieta attraverso il credere in Dio, un’alternativa da preferire sicuramente ad una vita dove la consapevolezza è che tutti noi, alla fine, finiremo in polvere.

Parte del paper viene quindi dedicata a formalizzare la cosiddetta “Scomessa di Pascal” in un modello matematico ma questa ve la risparmio 🙂

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Ma in Italia esiste davvero un problema di diseguaglianza del reddito?

C’è voluto un dibattito avuto qualche giorno fa con un mio amico per farmi tornare a bloggare dopo praticamente due anni.

Il tema della discussione era centrato intorno alla diseguaglianza. Secondo l’amico, la diseguaglianza (intesa come diseguaglianza in termini di reddito) è un problema fondamentale per l’Italia attuale e un governo di centro sinistra fa bene ad inserirlo come primo punto nella sua agenda di governo attraverso l’utilizzo di una (eventuale) patrimoniale.

A questo punto sono andato a vedermi i dati. Generalmente la diseguaglianza nel reddito si misura tramite l’indice di Gini che assume valori tra 0 ed 1 (0 massima uguaglianza, 1 massima diseguaglianza). Questi sono i dati relativi al 2011

Indice di Gini – 2011

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Fonte: Eurostat.

Come è possibile vedere in Italia l’indice di Gini è leggermente più alto alla media Europea ed è più basso di paesi come Spagna e Regno Unito. Interessante anche vedere l’evoluzione dell’indice negli ultimi anni in Italia:

Indice di Gini – Italia 

ImageFonte Eurostat

Dopo un calo avvenuto nel 2008, l’indice appare in risalita, ritornando a valori in linea con la media storica.

Cosa concludere dall’analisi di questi grafici? A mio avviso, il problema dell’inegualità esiste ma non è così pronunciato come alcune dichiarazioni di alcuni esponenti del centro sinistra lasciano intendere. Tutto ciò è perfettamente giustificabile dal fatto che, si sa, un tema come questo è sempre di grande attualità in periodo elettorale. Questo non significa che il problema dell’ineguaglianza non esista, anzi.

Semplicemente la diseguaglianza non è tanto nel reddito ma piuttosto generazionale. Sono i giovani (e le donne!) ad essere maggiormente discriminati oggi in Italia. Basta con questi discorsi di ricchi contro poveri tipicamente portati avanti da gente ancora arroccata nella loro torre ideologica.

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domandiamoci: Qual’è la nazione più ubriaca del mondo?

Risposta: la Moldovia. Dove abbiamo la bellezza di 19.3 litri di alcol per capita all’anno. Questa la conclusione tratta dal “Global Status Report on Alcohol and Health 2011“. Per la cronaca: Ungheria e Repubblica Ceca sono rispettivamente al terzo e al secondo posto. L’Italia non è tra le prime 25, anche se non stiamo messi tanto male a giudicare dal grafico qui in basso

 

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Stefano Fassina – PD – 2011.

Il pensiero liberale ispirato all’individualismo metodologico è inadeguato ad affrontare le sfide drammaticamente scarnificate dalla crisi: la libera interazione tra agenti economici razionali, impegnati a massimizzare funzioni di utilità individuali, non conduce ad un equilibrio generale soddisfacente e allo sviluppo integrale della persona.

Per me Stefano Fassina è il male assoluto del PD.

(Ah, ci tengo a precisare che il titolo della conferenza o dell’incontro o di come cavolo si chiama quella cosa che ha fatto il PD al Lingotto la scorsa settimana era “Fuori dal 900”)

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