L’Anomalia del Wage Premium Italiano.

— Versione Pubblicata su Linkiesta.it: http://www.linkiesta.it/salari-laureati

Quali sono le facoltà che premiano maggiormente lo sforzo degli studenti? Per rispondere a questa domanda possiamo usare i dati di Almalaurea, disponibili qui (1). Dal grafico sottostante emerge che la facoltà che garantisce un futuro più “solido” ai propri laureati è Medicina; non a caso in Italia è la facoltà  più selettiva all’ingresso. Ad eccezione del 2012 – dove il risultato di Scienza della Comunicazione appare un outlier – la facoltà di Medicina ha infatti offerto ai suoi studenti salari più alti e anche una maggiore probabilità di trovare un impiego (si veda qui per approfondimenti). Viceversa, da questi punti di vista le facoltà “peggiori” sembrano essere Psicologia e Lettere.

Grafico 1 – Evoluzione dei salari mensili netti dei laureati italiani a un anno dalla laurea Fonte: Almalaurea. Clicca sull’immagine per ingrandirla

Grafico 2 – Evoluzione del tasso di disoccupazione dei Laureati ad uno anno dalla laurea Disoccupazione Laureati ad uno Anno dalla Laurea Nonostante sia vero che l’impatto della crisi su alcuni settori è estremamente accentuato; se negli altri paesi osserviamo una generale crescita della quota di occupati ad alta qualificazione durante la crisi, nel nostro paese accade l’esatto opposto, come mostra il grafico qui sotto. Dove vanno a finire i nostri laureati migliori? Probabilmente all’estero, a rafforzare la ricerca e lo sviluppo di altri paesi. Oppure, più semplicemente, abbiamo meno laureati in professioni qualificate perché in Italia laurearsi sta diventando sempre meno conveniente. Secondo un’ indagine del Ministero dell’Istruzione, il tasso di passaggio dalla scuola secondaria all’università nell’anno accademico 2011-2012 è stato del 52%, contro il 73% dell’anno accademico 2003-2004. Perché sempre meno studenti italiani si iscrivono all’università? Parte della risposta si trova guardando ad uno dei principali incentivi verso il proseguimento degli studi: il wage premium, ovvero il miglioramento in termini di salario che un individuo ottiene se decide di intraprendere un percorso universitario. Confrontando il salario netto di un laureato ad un anno dalla laurea nel 2012 (943€) con quello di un diplomato impiegato a tempo pieno ad un anno dal diploma (925€), il motivo dello scarso appeal della laurea è lampante: la differenza è sostanzialmente nulla. Non solo, se entriamo nel dettaglio di questi numeri emerge che il guadagno atteso di un laureato di alcune facoltà (ad esempio Architettura, Psicologia, Lettere e Filosofia), è nettamente inferiore rispetto a quello di un diplomato – tutto questo ovviamente ammesso e non concesso che l’individuo in questione riesca a trovare lavoro al termine degli studi. (2) Questo rappresenta la seconda anomalia dell’università italiana: se in paesi come gli USA il wage premium è pari a 70-80% (e in crescita nel tempo) in Italia il gap è di dimensione nettamente inferiore (3). Tutto ciò non fa altro che alimentare la famosa fuga dei cervelli italiani. Alla luce di questi dati è chiaro che per valorizzare le università (argomento tanto discusso), il primo obbiettivo dovrebbe essere quello di rendere produttivo l’investimento degli studenti. E’ inaudito che per molti studenti italiani, investire nella propria istruzione rappresenti un investimento, nella maggior parte dei casi, poco conveniente – e tutto questo senza considerare i costi aggiuntivi (diretti e indiretti) che uno studente iscritto all’università deve affrontare. Qualsiasi riforma dell’università deve necessariamente passare da questa constatazione.

Note:

(1) Questi dati sono tutto fuorché perfetti. Si tratta infatti di questionari che spesso hanno tassi di risposta bassi e che quindi inquinano, in parte, la generalizzazione dei dati

(2) Va comunque rilevato che il tasso di disoccupazione tra diplomati è all’incirca del 30%

(3) E’ importante notare, tuttavia, che questo differenziale si riferisca solamente al primo anno di esperienza lavorativa e che nel corso degli anni sia destinato ad aumentare. Con i dati forniti da Alma Laurea/ Alma Diploma non è possibile andare più in là dei tre anni per ottenere stime comparabili.

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