Quanto credi veramente in Dio? Apocalisse, Religione ed Economia.

In un paper dal titolo, “The Economics of Faith: Using an Apocalyptic Prophecy to Elicit Religious Beliefs in the Field“, quattro economisti hanno deciso di realizzare l’impossible: misurare il livello di credenze religiose delle persone.

Come? Il paper applica un esperimento semplice ma estremamente interessante. A quanto pare esiste un conduttore di show radiofonici religiosi, Harold Camping, che era solito sostenere che la fine del mondo sarebbe avvenuta il 21 Maggio 2011 attraverso i suoi programmi per il network “Family Radio”. In questa fine del mondo, le anime “virtuose” sarebbero salite in paradiso il 21 Maggio mentre tutti gli altri avrebbero continuato a vivere un “inferno terrestre” per altri cinque mesi al che l’universo sarebbe stato completamente distrutto.

L’esperimento analizza le preferenze temporali dei sostenitori e seguaci di Family Radio e Harold Camping. L’idea è semplice: per questi seguaci i soldi non avranno alcun valore una volta superato il 21 Maggio dato che saranno in paradiso se sufficientemente “virtuosi” oppure si ritroveranno a soffrire le pene dell’inferno in terra. Questo tipo di comportamento è facilmente tradotto in un modello economico, basta modellare il “discount rate” degli agenti ovvero come gli agenti scontano il consumo (in questo caso il consumo dei soldi) pre/post profezia.

I risultati del paper sono, almeno per il sottoscritto, sorprendenti. L’analisi si basa sulle differenze di comportamento tra i componenti di Family Radio con quelli della Seventh Day Adventist Church (SDA) i quali sono teologicamente simili ai membri di Family radio ma si differenziano per il fatto che, a differenza di quest’ultimi, non credono alla profezia del 21 maggio. Secondo il paper, la vasta maggioranza dei componenti di Family Radio hanno credenze estremamente radicate che li portano a preferire 5 dollari oggi piuttosto che somme estremamente maggiori (fino a 500 dollari) nel futuro post 21 Maggio!


Come spiegare questo tipo di comportamento? Secondo gli autori, un’analisi razionale di questo risultato non può che partire da Pascal che già nel 1668 scriveva che credere in Dio non comportava rischi  perchè se Dio esiste allora si ottiene la salvezza eterna mentre se non dovesse esistere comunque si è vissuta una vita lieta attraverso il credere in Dio, un’alternativa da preferire sicuramente ad una vita dove la consapevolezza è che tutti noi, alla fine, finiremo in polvere.

Parte del paper viene quindi dedicata a formalizzare la cosiddetta “Scomessa di Pascal” in un modello matematico ma questa ve la risparmio 🙂

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2 risposte a Quanto credi veramente in Dio? Apocalisse, Religione ed Economia.

  1. Milena Guarda ha detto:

    Bentornato ! Mi mancavano le tue ironche spigolarure . Ma non spieghi se è emersa una differenza tra i due tipi di credenti analizzati ; gli avventsti e i family radio , Milena

  2. raffaelesaggio ha detto:

    come dico nell’articolo i due tipi di credenti sono simili in tutti gli aspetti osservabili tranne per il fatto di credere nell’apocalisse del 21 maggio. E’ questa l’unica dimensione necessaria per riuscire a stimare correttamente l’impatto delle credenze per questi due tipi di individui.

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