domandiamoci: Ma l’Italia quanto spende per studente?

Questo pezzo nasce da un post pubblicato da Pietro Salvatori oggi sul suo blog . Pietro mostra con un grafico come la leggenda che  si spenda troppo poco in Italia per gli studenti e per il sistema scuola in generale sia tendenzialmente FALSA. Il rapporto Education at Glance 2010 dell’OCSE mostra proprio questo.

Volevo però aggiungere una serie di considerazioni. E’ vero, in Italia si spende generalmente di più che nella media nei paesi OCSE ma guardando i dati

1. Il grafico che mostra Pietro mostra la spesa per il livello di Scuola cosiddetto K-12 ovvero dall’Asilo fino a praticamente all’ultimo anno di Liceo.

2. Ben altre conclusioni vengono fuori se confrontiamo la spesa per il sistema universitario. I dati aggregati mostrano che in Italia si spende molto di meno rispetto alla media dei paesi OCSE. (vedi tabella in fondo)

3. Nonostante i grafici e le tabelle presentati facciamo riferimento al rapporto Educational at Glance del 2010, è da notare che i dati di cui parliamo fanno riferimento allo scenario Macroeconomico del 2007. E sì, questi sono i dati più aggiornati di cui disponiamo (almeno per quanto concerne dati OCSE)

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Una risposta a domandiamoci: Ma l’Italia quanto spende per studente?

  1. Milena ha detto:

    Giusta,direi “sacrosanta” la disaggregazione dei dati sulla spesa per la scuola in Italia.Se andasse oltre credo scoprirebbe che la spesa più sbilanciata è sata ,a partire dagli anni 70 ,a carico degli Istituti tecnici. Nei decenni successivi questo tipo di scuole,frantumato in una serie incredibile di indirizzi chusi in canali non comunicanti,ha letteralmente bruciato una quantità enorme di risorse,con risultati meno che modesti.Accenno,brevemente a due soli aspetti: l’obiettivo di dotare i laboratori di strumentazioni ” moderne” si rivelerà costosissimo e,in tempi di tumultuse innovazioni ben presto obsoleto,2) sui laboratori gravitavano tre figure professionali : il professore,l’assistente e il tecnico del laboratorio.
    Entrambi gli aspetti ebbero risvolti da indagare sul piano sociale: il primo introdusse la corruzione nella scuola,che ne era esente,il secondo estese la funzione di ammortizzatore sociale, scarsamente produttivo, che fu caratteristico dell’Italia ,ai laureati e ai diplomati in discipline tecniche. Le cose da dire sarebbero molte, ma fermiamoci qui. BRaVO ,comunque,vai avanti; è stato un piacere ritrovarti sul tuo blog,dopo il silenzio degli ultimi tempi.

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