domandiamoci: Le persone più stupide sono anche più religiose?

Domanda affascinante  che merita una giusta trattazione. Andiamo con ordine. Vari studi hanno mostrato come esista una relazione, statisticamente significativa, tra religione e intelligenza. In soldoni, i non-credenti realizzano in media un punteggio leggermente superiore nei test IQ rispetto ai “creduloni”.

Un mio collega universitario, nel calcolarsi la sua media esami, disse una delle più grandi verità che esistano in statistica, ovvero “la media è sensibile ai valori estremi”. Cosa significa? Significa che dire che in media i non-credenti siano più intelligenti dei credenti è solamente una parte della storia. Molto più interessante sarebbe capire se esiste realmente una relazione lineare tra intelligenza e religiosità o se invece il succo del discorso risiede in quello che in termini tecnici si chiamano “code”.

Che cavolo sto dicendo? Semplice: potrebbe essere che la relazione  tra religione e intelligenza sia guidata sostanzialmente dai “geni” che magari mostrano gradi di religiosità relativamente più bassi e viceversa. Cosa fa lo scienziato sociale? Testa questa ipotesi!

Ecco quindi lo studio di Sharon Bertsch (University of Pittsburgh) and Bryan Pesta (Cleveland State University). Il loro studio, ha la particolarità di collezionare dati sia riguardo l’IQ delle persone MA ANCHE la capacità di processare determinate informazioni. Il lavoro è stato condotto su un campione di studenti universitari mostra come

1. Il quartile più basso, ovvero i “babbi”, è rappresentato dagli individui  che credono di più in “Dio.”

2. Il quartile più alto, ovvero i “geni”, è rappresentato dagli individui  che credono di meno in “Dio.”

3. Nel quartile mediano non esiste una differenza significativa.

Conclusione:

– La correlazione tra intelligenza e religiosità è guidata da cosiddetti outliers, ovvero dai “geni” e dai “babbi”.

Altre considerazioni:

1. Lo studio mostra come la capacità di processare le informazioni (CDPI) sia una migliore variabile esplicativa dell’IQ (il quale diventa statisticamente irrilevante una inserita la variabile CDPI nel modello).

2. I risultati mostrano come le persone con gradi di religiosità più alti fanno relativamente più fatica ad elaborare informazioni (stimare la lunghezza di una retta, ad esempio) rispetto ai non credenti. Secondo gli autori, questo tipo di attività sono indicatori

of the efficiency of neural processing, which in turn might be a building block for the development of more complex cognition and rational thought.

3. Lo studio è stato condotto solamente su studenti universitari statunitensi CRISTIANI. Se i risultati cambiano una volta inclusi nel campioni musulmani, ebrei, etc. è una “open question”.

Il paper è qui.

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6 risposte a domandiamoci: Le persone più stupide sono anche più religiose?

  1. Nino ha detto:

    A me sembra molto ben descritta la faccenda. Da quanto detto discende, se capisco, che la parte centrale del campione, non e’ significativa per stabilire il nesso. Indi per avere maggiore religiosità bisogna avere maggiore babbi, giusto? Per averne meno, più intelligenti, giusto? Quindi gli intelligenti che vogliono maggior religiosità stanno ben attenti a non sviluppare l’intelligenza o educazione dei babbi. Ecco spiegato il tasso di anafabetismobaltisdimo dello stato della chiesa più alto di quello del granducato di Toscana, rispetto all’Umbria. E’ vero? Non lo so ma e’ una ipotesi da verificare

  2. raffaelesaggio ha detto:

    Sei vittima dell’errore numero 1 della statistica: confondere correlazione con causalità.

    Lo studio mira semplicemente a mostrare come la correlazione tra religione e intelligenza è dovuta a quelli che generalmente si chiamano outliers. Il tuo è un discorso più complesso che per essere accettato ha bisogno di un esperimento leggermente diverso da quello proposto da qui sopra. Comunque sia, alcune osservazioni

    1. Perché gli intelligenti vorrebbero avere più religione nel loro stato?

    2. Analfabetismo non significa necessariamente minore intelligenza. L’abilità è spesso considerata, almeno nel mio campo, come un fattore innato nella persona.

    3. Non conosco i dati su Granducati etc. Ma estendere questi risultati realizzati su studenti americani (del 2010) per dare una risposta ad una domanda circa la società Italiana di parecchi anni fa mi pare un pò esagerato.

  3. Nino ha detto:

    Dal commento mio precedente discende: i piu’ pericolosi sono gli intelligenti credenti (o più probabilmente, finti credenti) in questo caso faranno in modo di lasciare i babbi babbi. Ecco perche’ uno dei piu’ grandi e pericolosi rivoluzionari italiani e’ stato don Milani. Perche’ insegnare veramente (!!!) ai babbi e’ rivoluzione laica, rivoluzione critica, rivoluzione a fideistica. E perche’, come spiega il tuo collega, solo lavorando nelle code si ha aumento significativo della media!!! Che grande verità’: grazie ad entrambi.

  4. simonebattistini ha detto:

    Allora è proprio vero che il Signore viene più facilmente alle persone più povere e umili!
    “Beati i puri di cuore, perché vedranno Dio” (Mt 5, 8)
    Beati voi poveri, perché vostro è il regno di Dio.” (Lc 6, 20)

  5. raffaelesaggio ha detto:

    beh ma si può essere geni pur essendo poveri e umili 😀

    • Milena ha detto:

      Grazie per aver messo in rete la ricerca”americana” su di un tema ,che mi ha incuriosito,affascinato,angosciato nelle varie età della vita.
      Spero che le ricerche procedano,tenendo conto di altre variabili ,che
      attengono alla struttura della personalità ,come il conformismo o l’anticonformismo,la convergenza o la divergenza che secondo me hanno un peso rilevante nell’accettare o meno una fede e le sue credenze.
      Comunque qualsiasi protesi ogni uomo si costruisca per affrontare le difficoltà della vita o la paura della morte vanno rispettate, a patto che non le voglia imporre ad altri.
      Discorso” correlato” quello di Nino ,da riprendere. Grazie,ancora.

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